aam > RUDY VAN DER VELDE > when camp develops in kitsch

 

aam

kitsch1

as time goes bye bye kitsch2

kitsch3

“Il kitsch è un fenomeno polivalente, complesso, inqualificabile, che si sviluppa nell’ambito dell’estetica postmoderna e citazionista degli anni Ottanta, che assurge a referente estetico negli ultimi anni del Novanta. Nel Duemila è un culto, e tra pochi anni sarà una citazione “classica”. Nel presente gli artisti che puntano sull’effetto del disgusto o sull’assemblaggio ricercato ed estetizzante degli oggetti quotidiani non si contano più. Con Duchamp, l’elogio del banale, il gusto dissacrante e ironico, da gioco si è trasformato in una regola per l’arte contemporanea; e dopo la Pop Art (Oldenburg, Warhol) ha massificato ulteriormente il linguaggio kitsch, svuotandolo del suo contenuto segnico provocatorio e originale. Gli epigoni dei “Nouveaux rèalistes” (Arman, Cesar, Spoerri e altri) non fanno più notizia; e più che parlare di kitsch, ora è necessario parlare di “kitschismo”. Tra gli artisti degli anni ‘80-‘90, rappresentativi dell’estetica contemporanea del kitsch si ricordano, oltre a Hirst, Jeff Koos, Luigi Ontani, Maurizio Catelan, Enrica Borghi, Martin Kippenberger, Rosemarie Trockel, Johon Bock, Sarah Lucas, i fratelli Chappman, Marc Dion, Katharina Fritsch, e tanti altri cultori dell’oggetto-feticcio decontestualizzato. Esaltano l’oggetto come “impero dei sensi” gli artisti cinesi e giapponesi, che sembrano aver scoperto il loro straordinario potere di generare totem della comunicazione e di mettere a confronto due universi: il prodotto e l’arte. Vi segnaliamo Rudy Van der Velde (1948), art director e consulente libero professionista della comunicazione per case editrici e per la pubblicità, che dagli anni Ottanta assembla oggetti del quotidiano, come feticci della comunicazione, della moda, del costume, inscenando teatrini-massmediali, che combinano in una originale formula la religione ed il consumismo.

I suoi assemblaggi caotici rappresentano simulacri della “nuova spiritualità” materialista, connaturata al nostro sistema capitalistico. Van der Velde sorprende per la rocambolesca volontà di ritualizzare gli oggetti, prodotti dalla realtà industriale, guarda e raccoglie reperti dell’incultura del disgusto contemporaneo che, assemblati in combinazioni ironiche, smitizzano valori e significati, simulandone altri.” ( Kitsch, le scioccanti menzogne dell’arte contemporanea, Jacqueline Ceresoli )

 

Kitsch style is a complex, multi-purpose, undefinable experience that develops inside the post-modern aesthetic of the 80’s and becomes a style in the 90’s. In the new century, it’s a kind of  cult and within few years it will become a “classic” quotation. Nowadays there are a lot of artists who use everyday object to create works of art that appear horrible and disgusting.

With Duchamp, the banality praise, the ironic and desecrating taste, from a joke develops in a contemporary art rule, and after Pop Art (Oldenburg, Warhol) it makes kitsch language much more folk, empiting out it of its provocative and scenic meaning.

The imitators of “Nouveaux rèalistes” (Arman, Cesar, Spoerri and others) don’t make noise any longer. Some names of 80-90’s artists are Hirst, Jeff Koos, Luigi Ontani, Maurizio Catelan, Enrica Borghi, Martin Kippenberger, Rosemarie Trockel, Johon Bock, Sarah Lucas, i fratelli Chappman, Marc Dion, Katharina Fritsch.

Today, an influent exponent of this group is  Rudy Van der Velde (1948): he tries to create with everyday objects on original formula of consumism and faiht.

 

RUDY VAN DER VELDE

kitsch4

kitsch5

kitsch7

kitsch8

kitsch9

kitsch10

kitsch11

kitsch12

kitsch13

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: